YourMag » Benessere » Fitness e Wellness » Barefoot Running: Correre a piedi nudi
Barefoot Running

Barefoot Running: Correre a piedi nudi

Chi non ricorda i tempi in cui da bambini si scorrazzava felici a piedi nudi, farlo da adulti non è però solo un ritorno alla fase spensierata della fanciullezza, ma anche un modo per riallacciare un’ancestrale legame con la terra.

Il “Barefoot Running” è uno stile di corsa naturale, nato allo scopo di ricreare quel legame, apportando vantaggi al nostro organismo e alla nostra mente.

In origine era “Barefoot”

Letteralmente “barefoot” significa “piede nudo“, ed è nato come uno stile di vita, applicato poi alla corsa.
Se pensiamo però al passato e alla nascita stessa dell’uomo, ci si rende conto di come questa pratica sia in realtà una riscoperta. Infatti come non pensare all’Oriente, all’India e ai monaci buddisti in Tibet o in Birmania che svolgono le loro attività di preghiera o caritatevoli quasi sempre completamente scalzi.
Se osserviamo i nostri piedi, ci si rende conto di quanto le dita si siano naturalmente sviluppate per aderire al suolo e sostenere il corpo in una camminata o una corsa corretta.
Nonostante le immense potenzialità insite nel piede, è bene accostarsi gradualmente al “Barefoot Running“, per rieducare il piede alle sue naturali capacità senza lesionarlo esordendo su percorsi alquanto accidentati.

Perché correre scalzi

La prima a beneficiare del “Barefoot Running” è la mente, in quanto attraverso i piedi nudi, l’energia si propaga dalla terra all’intero organismo, dando una sensazione di benessere e forza.
Secondo studi presso la “Harvard University”, chi corre a piedi nudi appoggia per prima a terra l’avampiede e solo dopo il resto del piede, mentre chi corre con l’ausilio delle scarpe appoggia prima il tallone sovraccaricando e danneggiando a lungo andare le articolazioni del ginocchio e conseguentemente la colonna vertebrale.

La maggior parte degli atleti affermano che è proprio da questa dinamica che nascono infortuni: non sorprende quindi che il due volte campione olimpico Abebe Bikila abbia vinto due maratone correndo a piedi nudi.

I benefici del “Barefoot Running”

Praticare con costanza il Barefoot Running rafforza la muscolatura del piede e in special modo l’arco plantare particolarmente stimolato, dalla caviglia fino ad arrivare alla tibia, riducendo il rischio di incorrere in lesioni croniche quali ad esempio la sindrome ileotibiale, nota ai più come “ginocchio del corridore”: la conseguenza di questi vantaggi è l’assunzione di una postura più corretta, messa a repentaglio soprattutto nelle donne per l’uso prolungato di tacchi e plateau.

E sempre al gentil sesso, non dispiacerà sapere quanto il “Barefoot Running” aiuti a combattere quei radicali liberi causa dell’invecchiamento delle cellule.
Studi effettuati nell’università californiana evidenziano inoltre, come effetto di questo stile di corsa, una maggiore fluidità del sangue con una conseguente diminuzione del rischio di incorrere in infarti e ictus; senza contare i benefici nei pazienti asmatici e diabetici.