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donna con auto elettrica e tablet

Sapevi che l’auto elettrica è e sarà donna?

Stando ai dati estrapolati da un recente studio, l’automobile elettrica sarebbe un affare principalmente da donne, più attente e sensibili alle questioni ambientali e più felici di una manutenzione meno impegnativa.

Di mezzi di trasporto elettrici, che non sfruttino più carburanti fossili, se ne parla già da diverso tempo.

Attualmente, il grande problema che sembra frenare questa evoluzione possibile è la stessa usabilità: le colonnine da ricarica, in effetti, sono ancora troppo scarsamente presenti, in Europa e, ovviamente, anche nel territorio italiano.

Auto elettrica: i dati dello studio 

Uno studio condotto dai ricercatori della University of Sussex (Gran Bretagna) insieme a quelli della Aarhus University (Danimarca) ha stabilito che, in questo clima di “impossibilità” odierno, potrebbe essere proprio il gentil sesso a guidare la transizione dalle automobili tradizionali a quelle elettriche: gli uomini tra i 30 ed i 45, ben istruiti ed impegnati nella carriera e/o nel sociale, in verità, sarebbero anche doppiamente propensi all’acquisto, ma non per una questione di emissioni e ambiente, ma perché attratti dal design e dalla potente accelerazione; elementi che, viceversa, scompaiono nella considerazione femminile per fare spazio alla questione ecosostenibilità, appunto, oltre che alla praticità.

Il focus ha riguardato strettamente i Paesi scandinavi, ma con un occhio “allargato”: secondo gli studiosi, l’automobile elettrica sarebbe ancora percepita, anche a livello sociale, come poco indicata alla famiglia, più appannaggio dei single. Inoltre, non comunicherebbe all’esterno informazioni sul ceto sociale di chi la guida: indice di un (mancato) ruolo di spicco tra le generazioni moderne, in cerca, a volte anche esageratamente e spudoratamente, di conferme d’immagine dall’esterno.

Tutta questione di target

Sono tanti gli elementi su cui lavorare per agevolare una transizione più veloce e diretta di quella che sembrerebbe aspettarci, ma gli studiosi sono convinti che il segreto potrebbe essere puntare ad un progresso nella forgiatura delle batterie e/o delle infrastrutture di ricarica e ad una “reputation” e una “awareness” concepite in maniera radicalmente diversa dal pubblico.

Come in ogni buona campagna pubblicitaria che si rispetti, i risultati migliori sarebbero ottenibili targetizzando al meglio il pubblico a cui sottoporre l’offerta: colpire nella mischia con intelligenza, sicuri di poter portare a casa un risultato ed evitando “rischi” inutili.

Si è fatto, quindi, l’esempio degli uomini di una certa età (60-65 anni): appena andati in pensione, sicuramente hanno margini di spesa differenti dai giovani, oltre che la necessità meno impellente di compiere lunghi spostamenti in auto; tutti elementi che farebbero di questa nicchia del mercato un target ideale.

L’augurio è che questo cambio di testimone diventi semplice e acquisti energia per autoalimentarsi: come spesso ci viene fatto notare, a parte l’implicazione ambientale e salutistica, i carburanti fossili non potranno essere prodotti in eterno, poiché lo stesso petrolio potrebbe tragicamente essere alle sue battute finali.