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coppia di fatto davanti ad avvocato

Assegno di mantenimento: quando si perde e perché

Che cosa succede quando un coniuge separato, che è beneficiario di un assegno di mantenimento, si registra al Comune con il suo nuovo compagno? Perde l’assegno di mantenimento.

A volte accade, infatti, che per avere il diritto agli assegni familiari, chi avvia un’altra relazione con un nuovo partner si registri al Comune di appartenenza come una coppia di fatto.

Quando, però, si è divorziati o separati e si è beneficiari di un assegno di mantenimento, questa registrazione fa perdere automaticamente l’assegno divorzile.

Assegno di mantenimento: si può perdere se ci si registra come coppia di fatto 

A stabilirlo, dunque, è stata una sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso di una donna nei confronti del marito da cui aveva divorziato. La sentenza d’appello aveva stabilito che fosse revocato l’assegno divozile della moglie, perché quest’ultima aveva instaurato una famiglia di fatto con il suo nuovo compagno e questa era stata pure registrata al Comune di residenza per ottenere eventuali assegni familiari.

La sentenza della Cassazione

La donna, a sua difesa, ha spiegato che questa nuova relazione non dava garanzie di stabilità economica e che, quindi, non c’era un cambiamento in meglio dal punto di vita economico. La condizione della coppia di fatto finanziariamente, dunque, era precaria (come prima della registrazione della famiglia di fatto) e, proprio per questa ragione, l’assegno di mantenimento non doveva essere tolto.

Di parere completamente diverso, invece, sono stati i giudici della Corte di Cassazione, della prima sezione civile nella sentenza n. 32871/2018. Questi hanno stabilito che l’assegno divorzile va sospeso immediatamente, non solo in caso di un nuovo matrimonio dell’ex coniuge beneficiario, ma anche se questo avvia una nuova convivenza con un altro partner e con lui forma una famiglia di fatto.

Questo vuol dire che una nuova convivenza continuativa e stabile, dopo il divorzio o la separazione, può causare la cessazione dell’erogazione dell’assegnazione di mantenimento da parte dell’ex marito (o, in alcuni casi, dell’ex moglie) perché, secondo la sentenza della Cassazione, i due nuovi conviventi dovrebbero mettere insieme le loro risorse economiche per il sostentamento della famiglia di fatto che hanno formato. Insomma, l’assegno di mantenimento per l’ex coniuge non sarebbe più necessario per il suo sostentamento economico.  Il beneficiario che è stato privato dell’assegno divorzile, però, può opporsi cercando di dimostrare che la nuova convivenza non migliora in alcun modo le sue condizioni economiche e che si ha ancora necessità del denaro dell’ex coniuge, deciso dopo la fine del loro matrimonio. Infine, anche se i due coniugi non fossero ancora divorziati legalmente e decidessero di tornare a convivere, l’assegno di mantenimento non verrebbe ripristinato, perché l’abitare di nuovo sotto lo stesso tetto riporterebbe allo stesso assetto economico che c’era prima della separazione tra i due coniugi.