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Assegno di divorzio: addio a quelli astronomici

Assegno di divorzio: addio a quelli astronomici

Qualche anno fa, nel film “Il club delle prime mogli” Ivana Trump ad alcune ex, fresche di divorzio, consigliava di non prendersela ma di prendersi tutto. Questo, ora, non sarà più possibile.

E’ di qualche giorno fa la sentenza della Suprema Corte che ha rivoluzionato i principi di diritto all’assegno di divorzio, che non potrà più raggiungere cifre astronomiche. Non ci saranno più, infatti, assegni come quelli che ogni mese vengono staccati a personaggi come Ivana Trump, l’ex moglie dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, o la nostra Veronica Lario, ex Signora Berlusconi, solo per citarne alcune.

Secondo la sentenza, che ha subito suscitato pareri contrastanti, quello che deve essere assicurato all’ex coniuge “più debole” dal punto di vista economico, non è più lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio, ma bisognerà riconoscergli un assegno divorzile solo quando questo non è autosufficiente e non può, quindi, mantenersi da solo.

L’assegno di divorzio non sarà più la “sistemazione” per gli ex furbetti

Sono finiti, dunque, i tempi in cui alcune donne, purtroppo la percentuale maggiore, potevano “sistemarsi” grazie ad un divorzio da favola, perché convolate a nozze con una persona ricca che, durante il matrimonio, ha permesso loro di vivere al pari di regine o quasi.

Maggiore responsabilità economica dei singoli

Con la sentenza n. 11504, dopo 40 anni, è cambiato un concetto che, in alcuni casi, ha arricchito moltissime ex mogli e buttato sul lastrico molti ex mariti, che non sono riusciti a pagare assegni di mantenimento troppo elevati. La pronuncia della Suprema Corte ha eliminato il dovere di solidarietà del matrimonio, che veniva mantenuto anche dopo il divorzio con l’obbligo di pensare al sostentamento economico dell’ex coniuge. Da oggi il sostentamento ci sarà solo quanto chi lo richiederà dimostrerà di non poter avere alcuna fonte di reddito e anche di non potersela procurare per ragioni oggettive. Il Giudice, quindi, dovrà fare riferimento alla responsabilità economica degli ex come singoli individui e non più come coppia, visto che il matrimonio è finito. Naturalmente non cambierà nulla per il mantenimento dei figli, che godranno sempre degli stessi diritti.

La sentenza della Suprema Corte non è vincolante

La sentenza di qualche giorno fa, però, è un orientamento. Questo vuol dire che, in teoria, ogni singolo Giudice, analizzando i singoli casi e facendo riferimento alle condizioni economiche di ogni ex coniuge,  non sarà obbligato a tenerne conto nei suoi giudizi. Per evitare quindi sorprese non piacevoli dopo un divorzio, sarebbe opportuno seguire l’esempio di altri Paesi e ricorrere ai patti prematrimoniali. In Italia, la consuetudine di stabilire le regole prima di sposarsi non è ancora legge, anche se già da diverso tempo c’è in Commissione Giustizia un disegno di legge in merito a questo.