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Alzheimer scoperto legame con microbi intestino

Alzheimer, scoperto un possibile legame con microbi intestinali

L’importanza per la salute umana del rapporto tra flora microbica intestinale e resto del corpo è nota da tempo, ma i ricercatori dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia sono andati oltre, scoprendo una possibile interazione tra il morbo di Alzheimer e una particolare famiglia di microbi intestinali con proprietà pro-infiammatorie.
Depositi amiloide e tau
Sarebbero infatti taluni processi infiammatori cronici a livello intestinale a mostrare un legame diretto con l’accumulo dei depositi di amiloide e tau, ossia i composti proteici ritenuti responsabili dell’alterazione patologica del metabolismo delle cellule nervose. I primi indicherebbero più precisamente una sorta di predisposizione all’insorgenza della malattia, addirittura molto tempo prima che possano evidenziarsi i segni del danno cerebrale, mentre la seconda famiglia di composti sarebbe in grado di provocare la lesione vera e propria a spese dei neuroni del cervello.

I risultati della ricerca
A seguito dello specifico lavoro di ricerca del team italiano guidato da Anna Maria Cattaneo, si è appreso che i malati di Alzheimer possiedono nel loro intestino una maggior quantità di batteri promotori di infiammazioni rispetto alla media degli individui sani. Purtroppo però non è ancora stato chiarito se questa caratteristica della flora intestinale dei pazienti affetti dalla malattia svolga un ruolo attivo all’insorgenza della malattia stessa o sia invece una conseguenza del suo decorso.

Il futuro di questo campo di ricerca
Alla luce di questo studio non è pertanto ancora possibile attribuire una precisa responsabilità dei batteri intestinali, ma è tuttavia chiara la relazione di questi ultimi con il processo degenerativo. Da ciò deriva l’importanza di investire ulteriori sforzi per approfondire i meccanismi che stanno alla base di questa interazione, nonché per verificare se possono esistere possibili azioni terapeutiche intervenendo proprio sulla qualità della popolazione microbica intestinale.

L’importanza delle nostre abitudini alimentari
Sebbene siano dunque attese ancora diverse conferme dal lavoro condotto dai ricercatori di Brescia, non dobbiamo dimenticare che le nostre abitudini alimentare condizionano in maniera rilevante la qualità della flora batterica del nostro intestino; una maggiore attenzione al riguardo può aiutarci infatti ad adottare un comportamento potenzialmente più cautelativo nei confronti del morbo, privilegiando cibi che favoriscono il mantenimento di una flora cosiddetta anti-infiammatoria.
Anche se in futuro venisse smentito il presunto ruolo dei batteri intestinali nel processo degenerativo della malattia di Alzheimer, gli sforzi profusi a tutela dei nostri importantissimi e numerosissimi ospiti dell’intestino non saranno comunque stati vani, in quanto è dimostrato che una flora intestinale sana è alla base di una vita migliore.