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Adolescenti e social: croce e delizia dei genitori

Adolescenti e social: croce e delizia dei genitori

Smartphone e social network “croce e delizia” di genitori e figli. In estate, liberi da impegni, i genitori si possono accorgere di quanto i figli li usino.

I ragazzini che usano lo smartphone sono tantissimi e la soglia di età in cui ne viene regalato uno è sempre più bassa. Già a 9 e 10 anni ne posseggono uno e, cosa ancora più grave, il 58% dei genitori non vigila in alcun modo sul suo uso e, soprattutto, sull’utilizzo dei social network.

La prima regola, quindi, è quella di controllare i propri figli quando hanno uno smartphone tra le mani, ma anche di non dare cattivi esempi come genitori.

Adolescenti e social: come disintossicare i figli troppo connessi alla rete

Se si vuole limitare il tempo che gli adolescenti passano sui social network, poi, mamma e papà non possono farsi vedere a smanettare tutto il giorno su Facebook. A 40/50 anni comportarsi come adolescenti, postando continuamente ogni cosa, non è certo un bell’esempio da dare. Ecco, allora, qualche consiglio per “liberare” i figli intrappolati nella rete e far vivere loro una vita più reale e meno virtuale.

L’immagine è importante

Soprattutto nel periodo dell’adolescenza, ma non solo, mostrarsi sui social e ottenere molti “like” fa accrescere l’autostima. Questo modo di fare però è sbagliato, perché se ci si “espone” troppo si svilisce la propria persona e per far capire questo i genitori sono fondamentali. Come spiega Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, se i genitori si danno delle regole nel pubblicare le immagini dei loro bambini sui social, quando questi sono adolescenti “capiranno che devono a loro volta adottare delle regole nel mondo social.

Essere responsabili

Quando si pubblica qualcosa in rete questa rimane. I genitori, quindi, devono far capire ai propri figli che non possono postare sui social ogni momento della loro vita, questo perché non tutti quelli che vedono le loro immagini hanno sempre buone intenzioni. Spesso si può diventare vittime dei bulli e la sorveglianza dei genitori sulle attività social dei figli è utilissima per evitare situazioni spiacevoli o pericolose. “Per sconfiggere i bulli ci vuole una rete di adulti pronta a mettere in campo una strategia educativa capace di fermare le azioni di bullismo e attivare le risorse del gruppo, compresa la vittima, diventando pro attivi nel non permettere al bullo di agire contro altre persone”, dice Pellai.

Riportare al centro il contatto umano

Un esperimento che i genitori dovrebbero fare è quello di togliere lo smartphone ai propri figli e spingerli a condividere esperienze di vita reale con altri coetanei. Insegnare loro che si può comunicare anche con i gesti e le parole, fa comprendere che il mondo vero è quello reale e non quello virtuale. Nel mondo reale si instaurano relazioni, ci si deve mettere mettere alla prova, rischiando anche di fallire. Solo questo è vivere veramente. Come spiega Pellai, infatti, “posso pensare di esser social e avere tanti legami stando solo nella mia stanza di fronte a uno schermo, avendo l’illusione di una vita sociale, ma quando nella vita reale mi devo mettere in gioco, non sono in grado di gestire le relazioni”.