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Adolescenti e alcol: il ruolo fondamentale della famiglia

Adolescenti e alcol: il ruolo fondamentale della famiglia

L’abuso di alcol è un problema che affligge molti ragazzi, anche se qualche buona notizia arriva dai risultati dell’indagine biennale su “Adolescenti e alcool”.

L’indagine, realizzata dall’OPGA (Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool) in collaborazione con l’Associazione Laboratorio Adolescenza e SIMA (Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza), ha infatti rivelato che i ragazzi che si avvicinano all’alcol sono sempre più giovani e che, proprio in questa prima fase, la famiglia è fondamentale per proteggerli dal cadere nell’eccesso.

Dall’indagine, però, emerge purtroppo anche un aspetto negativo, che si riconferma anno dopo anno: l’effetto di “trascinamento” che subiscono gli adolescenti da parte dei loro coetanei. Inoltre, emerge che per un ragazzino è più facile dire di no ad una sigaretta che a un drink, perché, sbagliando, ritiene l’alcol meno dannoso del fumo.

Adolescenti e alcol: ecco che cosa può fare la famiglia per proteggerli dall’abuso

Il “gruppo dei pari”, quindi, può spingere all’uso, e poi all’abuso, di alcol. Per questa ragione, il rapporto con i genitori ha un ruolo chiave per impedire che i figli cadano in una dipendenza. I dati dell’indagine, infatti, si soffermano molto sul ruolo della famiglia in questi anni in cui i teenager sono più a rischio.

L’indagine

Lo studio è stato fatto su 2 mila ragazzi di terza media (in una fascia di età compresa tra i 12 e i 14 anni). In questi anni il consumo di alcol non è ancora “strutturato”, infatti la maggior parte degli adolescenti non beve. Solo poco più del 3% di questo campione beve alcolici, mentre la percentuale aumenta quando alla base del bere c’è il desiderio di essere accettati dal “gruppo” e non venire discriminati. In questa fase, dunque, la famiglia può intervenire ed aiutare i figli a non cadere in un vizio, che può trasformasi in una vera dipendenza.

Bere (poco) in famiglia evita che gli adolescenti si ubriachino

Dallo studio emerge anche che gli adolescenti che bevono in famiglia, non si ubriacano. Naturalmente, sono ragazzini che, sotto l’occhio vigile dei genitori, bevono occasionalmente piccole quantità di alcol e, proprio per questo motivo, non tendono ad eccedere quando sono con i loro coetanei. Nonostante questo, però, c’è un 48% del campione che è spinto dagli amici al consumo di bevande alcoliche.

Perché gli adolescenti bevono

I motivi per cui i teenager si avvicinano all’alcol sono diversi. Il 49% degli intervistati lo fa per adeguarsi agli amici e divertirsi, ma c’è anche una percentuale abbastanza alta (44,6%) che lo fa per dimenticare i problemi. Questi problemi derivano soprattutto dai rapporti familiari, infatti gli adolescenti che si ubriacano e non stanno bene in casa sono l’11,8%, mentre quasi la metà (6,1%) quelli che vivono una realtà familiare serena.

Inoltre, come spiega Enrico Tempesta, presidente dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, “I risultati dell’indagine segnalano, ancora una volta, l’importanza della cornice familiare e ambientale nel condizionare l’evoluzione dei comportamenti giovanili […]Una famiglia presente, e affettivamente solida, condiziona favorevolmente la crescita dei ragazzi, tutelandoli anche dagli eccessi indotti dal gruppo dei pari”.