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Acqua sprecata: l'UE si attiva per riciclarne di più

Acqua sprecata: l’UE si attiva per riciclarne di più

Dove va a finire l’acqua dei nostri scarichi, delle fabbriche, delle attività commerciali? Si parla di acque reflue che vengono, sistematicamente, trattate e reimmesse nell’ambiente una volta purificate. Ma quanta se ne spreca?

Il 22 marzo si è celebrata una nuova Giornata Mondiale dell’Acqua; in quest’occasione Bruxelles ha ricordato che ognuno di noi utilizza circa 200 litri di acqua al giorno, di cui molta viene sprecata lasciando rubinetti aperti più del dovuto. Uno spreco che fa riflettere se solo si pensa a quante persone debbano fare chilometri per avere un po’ di acqua pulita e bevibile.

Acque reflue

Per acque reflue o di scarico si intendono tutte quelle acque utilizzate in attività domestiche, industriali, urbane e agricole, non più idonee ad un uso diretto poiché contaminate da detersivi, agenti chimici, sostanze organiche e inorganiche dannose per la salute personale ed ambientale. Ecco perché non vengono nemmeno direttamente reimmesse nell’ambiente: terreni, mari, fiumi e laghi non potrebbero auto-depurarsi da una tale quantità di inquinanti. Motivo per il quale si interviene attraverso azioni mirate per il loro riciclo.

I dati diffusi dalla Commissione Europea

È stato proprio questo 22 marzo che la Commissione Europea ha diffuso i dati in materia riciclo di acque: di 40 miliardi di m3 di acque reflue trattate ogni anno, soltanto 1,1 miliardi saranno riutilizzati.

Con gli incentivi giusti, si è stimato che l’Europa potrebbe ottenere un risultato ben 6 volte più grande.

In fondo non si deve andare poi così lontano per trovare problemi relativi alla poca disponibilità di risorse idriche: è una circostanza che interessa anche l’11% della popolazione europea e il 17% del territorio dell’UE.

Karmenu Vella, Commissario Europeo all’Ambiente, si è espresso in maniera molto chiara sulla faccenda: “Il più grande potenziale in relazione all’Economia Circolare risiede proprio nel riciclo delle acque reflue urbane trattate. Il riciclo delle risorse idriche non rappresenta solo l’occasione per affrontare il problema della scarsità a livello locale. Questa è anche un’opportunità economica per le aziende dell’Unione Europea. Il nuovo scenario che proponiamo incoraggerà un uso più ampio e sicuro di questa tecnologia e proteggerà le compagnie contro la carenza idrica e la volatilità dei prezzi. Le misure che vogliamo implementare permetteranno anche di creare posti ed opportunità di lavoro e di evitare impatti negativi sull’ambiente“.

Riuscire ad ottimizzare un riciclo sicuro ed efficiente dell’acqua è, attualmente, una priorità per il Piano d’Azione dell’Economia Circolare della Commissione Europea.

Ma, di certo, una grande parte del lavoro può venire anche da una migliore gestione dei cittadini: meno spreco di acqua e di detersivi, ad esempio, significa meno acque reflue e meno materia, quindi, da dover lavorare e riciclare; in questo modo le risorse possono essere meglio indirizzate e i risultati divenire ottimali sotto tutti i punti di vista.