YourMag » Psiche » 5 tipi di noia: qual è la più pericolosa?
5 tipi di noia: qual è la più pericolosa?

5 tipi di noia: qual è la più pericolosa?

Tutto il resto è noia. No, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia…” cantava Califano, in un noto ritornello che si tramanda di generazione in generazione da anni. La noia ha sempre ricevuto un trattamento “negativo”. Ma quand’è che, invece, si può rivelare persino positiva?

Noia: al solo pronunciare questa parola arriva alla mente, direttamente, quasi di default, una sensazione negativa, come di qualcosa di cui assolutamente liberarsi; un’emozione che non ha mai lasciato grande spazio alla positività nella concezione degli esseri umani, questo è certo. Eppure, scartando i casi in cui si può rivelare molto dannosa e persino fatale, ci sono situazioni in cui la noia può diventare terapeutica.

5 tipi di noia

La noia, secondo alcuni studi, esisterebbe in varie gradazioni, esattamente 5, tutte con caratteristiche diverse.

Secondo una ricerca comparsa sulla rivista “Motivation and Emotion”, che a sua volta si rifaceva ai risultati di un primo studio avvenuto nel 2006, l’emozione della noia potrebbe essere classificata in questo modo:

  • Indifferente: sarebbe propria delle persone introverse e/o asociali che si isolano coscientemente e volutamente dal resto del mondo, finendo per annoiarsi “d’indifferenza”.
  • Calibrata: si ha la sensazione di voler fare o cambiare qualcosa, ma senza avere piena coscienza su come trovare una soluzione, vivendo in una perenne condizione di insoddisfazione e apatia.
  • Ricerca: al contrario di quello che si sperimenta nella calibrata, qui si avverte che c’è qualcosa che non va e si cerca una soluzione, mossi da una sensazione di inquietudine e di sgradevolezza.
  • Reattiva: qui si comincia a calpestare il terreno del “pericolo”; le persone che avvertono questo tipo di noia sono molto determinate ad uscirne, slegandosi da chi reputano responsabile di questa emozione (un partner, il capo, un insegnante, etc.). Per questo motivo, la loro irrequietezza può trasformarsi anche in aggressività.
  • Apatica: anche qui siamo nell’ambito della negatività poiché quella che si avverte è proprio una mancanza di emozioni, in positivo come in negativo; i sentimenti di ogni natura sono assopiti e al loro posto si avverte solo impotenza, depressione, apatia. Tutto questo può portare ad abuso di alcol o di stupefacenti alla ricerca di emozioni anche falsate, o ad una condotta di vita irrequieta, disorganizzata, irregolare ed esagerata.

Noia come stimolo?

Quando la noia non è patologica, rivelandosi a lungo termine o, comunque, a tempo indeterminato, è soltanto una breve fase della vita (o della giornata) da accettare e di cui farne tesoro. Come?

In fondo è un’occasione per riflettere, per mettere a nudo i propri reali desideri, per entrare in contatto con sé stessi, dopo che lo scorrere frenetico degli impegni del quotidiano ha distratto.

Si tratta, insomma, di un’emozione che funge da campanello d’allarme, che può accendere l’attenzione su una condizione da cambiare, un evento da riesaminare o, comunque, una riflessione da compiere su qualche aspetto della vita che non soddisfa pienamente.

In questo modo, passata questa tempesta silente, si riscoprirà una vita, forse, fatta di sapori e colori diversi!