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10.000 alberi per Pantelleria: parte il crowdfunding

10.000 alberi per Pantelleria: parte il crowdfunding

Si dice, qualche volta, che l’uomo sia come un virus per la Terra, in moltiplicazione continua e complice della sua distruzione e del suo inquinamento attraverso l’uso scellerato dei gas e degli scarichi industriali (e non solo). Fortunatamente, però, non è sempre così e la questione Pantelleria ne è una sincera testimone.

Pantelleria, 29 maggio 2016: un incendio ha coinvolto circa 600 ettari di terreno, travolgendo tutto quello trovava davanti a sé, inclusi i vigneti della Martingana (padri del meraviglioso Passito). Una vera tragedia che ha devastato quasi un decimo di tutto il territorio dell’isola e, cosa ancora più grave, forse di natura dolosa. Una componente che è difficile persino credere.

La risposta politica

Fortunatamente la risposta da chi di dovere è arrivata tempestiva: il Presidente della Repubblica Mattarella, infatti, aveva già firmato nel 2016 il decreto di istituzione del Parco nazionale Isola di Pantelleria, dando vita così ad un nuovo patrimonio tutto italiano da preservare, che si ritrova ad essere il primo Parco Nazionale su suolo siciliano ed il ventiquattresimo di tutta Italia. Una presa di posizione che ha avvantaggiato le operazioni di ripristino per una zona che, adesso, va riforestata e rimessa in piedi, anche grazie all’aiuto della comunità, viste le somme ingenti che saranno coinvolte.

Ecco da dove è spuntata, quindi, l’idea del crowdfunding.

L’iniziativa: “10.000 alberi per Pantelleria”

È stato stimato che ogni albero piantato assorba, durante tutto il suo ciclo vitale, circa 700 kg di anidride carbonica, dando un contributo veramente importante, già singolarmente, alla questione dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. Ecco perché il Comitato Parchi per Kyoto, formato da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente, ha dato vita ad una massiccia campagna di crowdfunding, intitolata proprio “10.000 alberi per Pantelleria“, insieme al Comune di Pantelleria, all’Università degli Studi di Palermo e all’associazione Marevivo.

Tutti sono chiamati ad unirsi alla causa, dai semplici cittadini agli imprenditori per investimenti più importanti. Per aderire e mandare un piccolo sostegno, basta collegarsi e registrarsi al sito web planbee.bz.

Ritorno alle origini

Quello che si spera è che, nel più breve tempo possibile, l’isola si ripopoli delle sue proprie flora e fauna, per ricostituire quella biodiversità che è sempre stata sua caratteristica intrinseca.

Un segnale forte e chiaro anche per chi ha avuto il coraggio di macchiarsi di un vandalismo del genere, che denota grande inciviltà e ignoranza. Riecheggiano le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici: “Pantelleria è un patrimonio al quale certo non rinunceremo per quattro mascalzoni che pensano di utilizzare il fuoco per chissà quali impossibili obiettivi“. 

Purtroppo prima che il tessuto boschivo ritorni quello che era ci vorrà tempo e, d’altro canto, molta parte del turismo verde dovrà prendersi una pausa obbligatoria (come gli amanti del trekking) ma, come si suol dire, “La pazienza è la virtù dei forti“.